Elogio della Fuga

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Correcta 08-02-2010

Elogio della fuga; Henri Laborit
Mai prima avevo letto dell’amore, come chimica organica, e mai lo avrei letto da un filosofo che va a studiare cause scatenanti di un sentimento che per mia convinzione mi riconduce all’astratto piuttosto che alla biochimica. Ma poi so che Henri Laborit era un filosofo barra biologo del comportamento umano, e chi meglio di lui avrebbe potuto darci significati così… così… bivalenti! Non solo, l’autore va a parare oltre la Libertà e ci sottolinea che la mancanza di libertà vuol dire assenza di responsabilità […] crollo delle gerarchie. A sto punto mi viene in mente Bakunin che al contrario ci dice : che la libertà c’è solo in assenza di uno stato. Bè punti di vista…
Per tornare al libro, in quarta di copertina leggiamo l’esempio scatenante della teoria; <<Quando non può più lottare contro il vento e il mare per seguire la sua rotta, il veliero ha due possibilità: l’andatura di cappa che lo fa andare alla deriva, e la fuga davanti alla tempesta con il mare in poppa e un minimo di tela. La fuga è spesso,quando si è lontani dalla costa, il solo modo di salvare barca e d equipaggio. E in più permette di scoprire  rive sconosciute che spuntano all’orizzonte delle acque tornate calme.>> Una teoria della fuga che è un ritorno alle proprie radici ci dice.


Dovrò rileggerlo, non è immediato.

Editore: Mondadori
pagine: 190
ISBN: 88-04-33547-5
prezzo:€ 7,40  acquistato alla libreria di Via Appia a Roma nel 2006, non conoscevo l’autore, ma il titolo mi aveva rammentato Erasmo da Rotterdam… no?

Elogio della Fugaultima modifica: 2009-04-24T16:03:00+02:00da maximored
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