Le_Vie_dei_Canti

Le_Vie_dei_Canti.gifLe vie dei Canti; Bruce Chatwin

Amo lo scritto di Bruce Chatwin allo stesso modo di come amo il mio taccuino dei sogni. Voglio dire; che il viaggio e la scoperta di modus vivendi in siti lontani, non turistici, non di mercato è sempre stato e sarà il mio sogno irrealizzabile. sic!
In questo bellissimo libro, una bellissima escursione australiana con bellissimi personaggi.
<<Da bambino non potevo sentire la parola “Australia” senza che mi venissero in mente i vapori delle inalazioni all’eucalipto e un paese di un rosso interminabile tutto popolato da pecore>>
(e chi ha parlato dei soliti canguri?)
Distese polverose, fazzoletti sulla bocca e la vista che si perdeva fino all’orizzonte. Il caldo.
<<La Land Cruiser procedeva a scossoni su due solchi di polvere, con gli arbusti che raschiavano il telaio. Alan, il fucile dritto tra le ginocchia, era seduto davanti con Timmy. Marian e le donneseguivano a ruota. Attraversammo un canalone
 sabbioso e dovemmo innestare le quattro ruote motrici. Un cavallo nero s’impennò, nitrí e corse via al galoppo
.>>
Il cuore di questo libro è lo scambio culturale con Joshua, egli mostra “i canti” i distici del deserto, <<dimmi Joshua, domandai, chi sono chi sono le rocce laggiu?>> la poesia, l’uomo in uno status che a noi occidentali non può colpire, non capiremmo, (ma se ci impegnassimo …) <<Joshua elencò: Fuoco, Ragno, Vento, Terra, Porcospino, Serpente, Uomo Vecchio, Due Uomini e un animale non identificabile, “come un cane, ma bianco.>>
Non c’è fantasia vitale più bella, nemmeno una religione, a meno che lo sia l’amore per la Terra come Pianeta che vive e che ci fà dotti di essa e dei suoi molteplici aspetti. Ci rassicura che le sue strade percorse portano sempre dove vogliamo e che i nostri antenati vivono in esse, nelle vie che cantano delle vite.
<<Quando gli aborigeni tracciano sulla sabbia una Via del Canto, disegnano una serie di righe inframezzate da cerchi. La riga rappresenta una fase del viaggio dell’antenato (di solito il cammino di un giorno). Ogni cerchio è una ‘tappa’, un ‘pozzo’ o un accampamento dell’antenato.>>
Ho invidiato, e invidio Bruce Chatwin perché ha saputo oltre se stesso e oltre ancora, ha dato una giustificazione a tutto ciò che esiste al di fuori del suo paese, ne ha verificato l’esistenza, ne ha sentito odori e suoni, ne ha toccato le acque e le capanne di latta e vedendo, era energia per continuare, per camminare, viaggiare e mai stare fermo in un posto. IL NOMADISMO.  Sogno i viaggi di Bruce Chatwin, perché mi portano via dal mercato delle civitas che si puzzano di suv e politici di merda.

<<La notte era limpida e tiepida. Wendy e io tirammo fuori il suo letto dal vano di cemento. Mi fece vedere come si metteva a fuoco il telescopio, e prima di sprofondare nel sonno feci un viaggio intorno alla Croce del Sud.>>
Amo Bruce Chatwin!

Editore; Adelphi
pagine; 390
ISBN; 88-459-1141-1
prezzo; 9.00 €. Voluto acquistare non appena letto “In Patagonia” il suo primo libro. Solo con questo autore riesco a sollevarmi da dove sono.