Cinismo

Cinismo_Michel_Onfray.gifCinismo; Michel Onfray
Edonismo!?

Ah! Ecco un altro libro che mi è piaciuto particolarmente.
Non è una storia e nemmeno un romanzo ma una descrizione di una tradizione che vuole risaltare la nuova ricerca di vita che superi il platonismo o l’aristotelismo che hanno dominato nelle culture e hanno fatto scuola forte.
Il cinismo come scuola filosofica è sempre stata diffidata, ma è proprio con un cinismo forte, dice Onfray, si strappano le maschere e si denunciano frodi, si distruggono mitologie, mandando in frantumi i bovarismi generati e alimentati dalla società.
Ci si potrà rendere conto dell’antinomia tra sapere e poteri istituzionalizzati.
Una sorta di rivoluzione individuale, che a mio avviso è l’unica possibile; il rifiuto degli inganni  dell’industria della cultura e del mercato.
In questo libro, l’autore tenta di mettere in luce la quotidianità cinica, da Antistene, Diogene, Cratete di Tebe fino a Ercole eretto a simbolo del cinismo.
Sono delle pagine che in qualche modo rivelano un modus vivendi del cinico che va dal terzo secolo a.c. fino al quinto d.c., quasi mille anni di filosofia cinica, a volte bistrattata, a volte seguita e apprezzata, ma sempre rispettata come scuola di vita. Gli aneddoti che sono un’alta espressione della verità, una cosciente autosovranità, l’ironia e il necessario, null’altro era indispensabile a un Cratete di Tebe. Un bastone e un umile manto per coprirsi, Cratete gettò addirittura la sua ciotola per abbeverarsi, quando vide un uomo bere dai palmi delle mani.
Un passo del libro; “Precetto del cinico è <<non essere schiavo di nulla, né di nessuno, nel piccolo universo dove trova il suo posto>>. La sua volontà è estetica: considera l’etica una modalità dello stile e ne distilla l’essenza in una vita divenuta ludica. Tutte le prospettive ciniche convergono verso una focale che distingue il filosofo non più come un geometra ma come un’artista, colui che mette in scena un grande stile. Diogene è uno degli sperimentatori di nuove forme di vita. Ci dobbiamo allora stupire se troviamo l’uomo di Sinope che esce da un teatro a marcia indietro, e risponde, a chi si mostra infastidito da tale comportamento contrario alle abitudini, <<è quel che cerco di fare tutta la vita>>? Con lo stesso spirito preferiva profumarsi i piedi piuttosto che la testa, e diceva: <<Dalla testa […] passa nell’aria, dai piedi nelle narici>>.
Sono alcuni degli aneddoti dei vari personaggi che popolano questo libro che vi garantisco, oltre che interessante culturalmente è anche divertente, proprio perché è filosofia cinica.

Editore; Rizzoli
pagine; 184
ISBN; 88-17-84175-7
prezzo; 32.000 lire, ma comprato nel mio negozio di cianfrusaglie polverose. presi un volume e ne cadde una piccola pila, tra cui questo di Michel Onfray, ricordo mi bastò una sommaria lettura dell’aletta di copertina. Pagato un euro.