Ulisse – Ulysses

Ulisse_James_Joyce.gif

Ulisse; James Joyce

<<Solenne e paffuto, Buck Mulligan comparve dall’alto delle scale, portando un bacile dischiuma su cui erano posati in croce uno specchio e un rasoio. Una vestaglia gialla, discinta, gli levitava delicatamente dietro al soffio della mite aria mattutina.>>

Mò già state a pensare: <<vediamo cosa scrive questo qui su un’opera come questa!>>

Per prima cosa, ho conosciuto questo libro nel 1978, ricordo che vedendolo cosí alto mi dava già la sensazione di un impegno… un amico me lo presentò, come la “rivoluzione della cultura narrativa”, dicendo che non avrei più letto nulla di simile da li a 100 anni, a meno che non scrivessi io qualcosa di simile a questo stile. Risi, ridemmo. Acquistai l’Ulisse solo un’anno più tardi, e come ho sofferto quando scoprii di averlo perduto una quindicina d’anni dopo per cretina distrazione, ora ne posseggo una ristampa del 2001. (quella in foto)

La mia prima lettura dell’Ulisse fu pressoché infruttuosa a causa di un secondo volume che avrebbe “aiutato” nella lettura,e cosí per ogni paio di pagine lette mi ci volevano le mezz’ore, fuorviando quel pathos che a fatica riuscivo a ottenere. Ma capii una cosa importante; e cioè che il libro andava preso a piccoli sorsi e senza sforzi intellettivi, lasciai il secondo volume e, in pratica, ho imparato a leggerlo.

Dopo trent’anni non sojoyce james.gif più quante volte sono tornato su dei capitoli o pagine per scoprire sempre qualcosa in più. Si, perché il mistero, inteso come arte, torna come seta su cui piace passare i polpastrelli.

Lo stile di scrittura a volte supera i contenuti e li porta all’esaltazione, ne rido, ne vivo, e a volte li porto con me nel quotidiano. Vorrei qui anche parlarvi della persona James Joyce come astrofilo, come shakespeariano, come uomo… ma sarebbe arduo e lungo

[…] Universalmente stimasi essere quella persona di acume minimamente perspicace rispetto a qual si sia materia tenunta in conto di profittevole dai mortali di sapienza provveduti quale oggetto di studio, la quale è ignorante di quello che i più eruditi nella dottrina e sicuramente in virtù di questo adornamento dell’elevato loro spirito meritevoli di venerazione costantemente sostengono nell’affermare con unanime consenso, a parità di ogni altra circostanza, da verun decoro esterno essere la prosperità di una nazione più effettualmente asseverata che dalla misura dell’estensione del progredire del tributo della sua sollecitudine per quella proliferante continuità che di ogni male è fonte quando vien meno mentre all’inverso qualora sia fortunatamente presente constituisce segnacolo certo dell’incorrotto benefizio della onnipollente natura.[…]ulysses_book-2.gif

Se la parola Bibbia vuol dire i libri; bè allora anche in questo caso joyciano l’Ulisse è una bibbia. Diciotto capitoli, diciotto luoghi, diciotto libri, una giornata tragicomica di Leopold Bloom, un agente pubbliciatrio di origini ebree, in cerca della propria anima che riconosca il proprio corpo. Mr Bloom pensa, parla e fa parlare e pensare cose e personaggi insieme a Dublino intera. Ecco che si crea un in alcune pagine un brusío, di mille voci e mille rumori che descrivono superlativamente diciotto ore dublinesi organiche e inorganiche.

<< …sì quando mi misi la rosa nei capelli come facevano le ragazze andaluse o ne porterò una rossa sì e come mi baciò sotto il muro moresco e io pensavo bè lui ne vale un altro e poi gli chiesi con gli occhi di chiedere ancora sì e allora mi chiese se io volevo sì dire di sì mio fior di montagna e per prima cosa gli misi le braccia intorno sì e me lo tirai addosso in modo che mi potesse sentire il petto tutto profumato sì e il suo cuore batteva come impazzito e sì dissi sì voglio Sì.>>

Editore: Oascar Mondadori

pagine; 741

ISBN; 88-04-34375-3

prezzo; 16.000 lire. Ri-acquistato, non potrei stare senza.