Gutenberg

gutenberg.gifGutenberg; Guy Bechtel

Una storia di identità, di ricerca sui pochi dati e voci più o meno attendibili sulla “paternità” dell’invenzione dei caratteri.
Johann Genfleisch zur Laden zum Gutenberg, data di nascita sconosciuta ma alla fine del XV secolo, non si sa nulla sulla sua infanzia, adolescenza e influenze culturali.
Ma la storia intrigante è che il nostro nel 1448 chiede in prestito una grossa somma di denaro, 150 Gulden, a un ricco possidente, per “costrure una macchina per libri” prima, e mettere in piedi un impresa chiamata: “L’Opera dei Libri” (werck der bucher). Nel 1455 questi rivuole indietro i soldi e si apre un processo di cui non si conosce l’esito. Un uomo, Gutenberg sempre in difficoltà finanziarie, fino alla sua morte avvenuta agli inzi del 1468, nonostante provenisse da famiglia agiata…
Tutto inizia da una città tedesca, Magonza, sulle rive del Reno, città ricca “La città d’oro”, Gutenberg si sposta poi a Strasburgo, da dove già inizia a chieder soldi… tutto ciò mi fa pensare a un uomo, o meglio un uomo giovane, carico di un’idea che avesse messo in moto la sua intelligenza, per cui doveva trovare modo di finanziarla.
Insomma un libro che tenta di mettere insieme quei pochi fatti e testimonianze aperte a molteplici interpretazioni e in modo tale che diano per logicità Il Gutenberg (buona montagna) inventore dei caratteri di stampa mobili e il primo capolavoro di arte tipografica, il primo libro stampato della storia; la grande bibbia.

Editore: S.E.I.
pagine: 475
ISBN: 88-05-05379-1
prezzo: 45.000 lire. L’ho trovato a un euro e cinquanta, in un buco polveroso di libreria a Roma, tra la Via Appia e la Via Tuscolana.

Il Mio Paese e il Mondo

Sakharov.gifIl Mio Paese e il Mondo: Andrei Sakharov.

Dissidenza!
1975, una Russia, allora URSS, agli occhi dell’occidente; un totaliratismo più o meno nascosto. Raccontato solo a episodi utili per una propaganda di destra, o, una indifferenza della sinistra, cosa si poteva dire? “Ignoranza”.
Scrive Giorgio Bocca nell’introduzione al libro nel 1975:  << Le colpe di questa ignoranza possono essere ripartite, da noi, fra una destra che non ha avuto il coraggio della verità, che ha anteposto la propaganda allo studio, e una sinistra che preferisce non sapere, non vedere, per tutte le sue ragionevoli ragioni. Sta di fatto che oggi, da noi, un discorso  sull’URSS, sulle sue luci, e le sue ombre, sui suoi sostenitori e sui suoi dissenzienti, si conclude regolarmente con una rissa da cortile dove tutti urlano senza ascoltarsi.>>


Questo 35 anni fa, ma anche oggi non cambia lo stile in televisione dei politici che non hanno più ormai idee proprie, già vendute al mercato della cultura.
Tornando al libro, leggo un desiderio mal celato di una pan-cultura, quasi una utopia che potrebbe essere anche interpretata come un grido di aiuto,  per il Pianeta e il popolo russo che aveva già sopportato i GULag, che aveva annientato venti milioni di persone, Solgenitzin ne descrisse la barbarie, Salamov, Ginzburg, Olickaja e centinaia di altri testimoni. Da una attenta descrizione delle repressioni del 1968-75, ai problemi del disarmo, in quanto la mancata intraprendenza degli stati occidentali per una vera distensione (colpa gravissima!) rafforzava l’incremento verso il nucleare con una incoscienza degna di un bambino che avesse giocato sull’orlo del baratro.
Insomma un incontro tra storia, documentazione e un leggero velo di filosofia di vita.

Editore: Bompiani
pagine: 185
ISBN: nn, ma un bell’anonimo: 426015
prezzo: 5000 lire. Questo non ricordo propro dove l’ho acquistato e quando.

Boniface VIII en procès

bonifacio.jpg

Boniface VIII en Proces; Jean Coste.

Venerdì 3 maggio 1297, Stefano Colonna, il rappresentante laico più in vista della potente famiglia di Palestrina e nipote del Cardinal Giacomo Colonna e fratello del Cardinal Pietro, in un agguato sulla Via Appia a pochi chilometri da Roma si impossessa illegalmente di una importante soma di denaro che la famiglia del Papa Caetani ordinò di spostare da Anagni a Roma. Il Papa Caetani, Bonifacio ottavo, rinviò, il giorno successivo un viaggio a Orvieto e fece pervenire un mandato di comparizione ai due Cardinali Colonna.
con questo testo:
Vobis reverendo patri domino Petro, Sancti Eustachii diacono cardinali, ego Iohannes de Penestre, camere domini pape clericus, de ipsius domini speciali mandato facto mihi per eum oraculo vive vocis, mando in virtute obediente, sub pena privationis cardinalatus, ut hodie die sabbati, de sero, coram eo in  presentia fratrum dominorum cardinalium, quos ipso sero vocari mandavit, presentialiter comparere debeatis, audituri quid sibi plaquerit dicere et mandare, quod vult scire si papa est.”


Questa ultima frase pronunciata più di settecento anni fà mi manda in estasi culturale…
  “Sono forse io il Papa?” Frase soggetta a diversi tipi di interpretazione; <<Chi comanda qui?>> oppure; <<Sono io il padrone a casa mia?>> o ancora e più intrigante vuole sottolineare che i due cardinali avevano loro stessi, contribuito alla sua elezione due anni e mezzo prima e ormai il papa era lui. Ma fu il 10 maggio 1297 che i due Pietro e Giacomo Colonna denunciarono fermamente l’illegittimità delle elezioni papali, e da questo periodo pre-estivo che nacque una guerra prima legale che poi sarebbe sfociata alle armi. Un librone di interesse eccezionale per chi ama sprofondare nei meandri legali ecclesiastici e tortuosi di settecento anni fà. Dettagliatissimo di note e riferimenti.

Editore: L’ERMA di Bretschneider
pagine: 967 (!)
ISBN: 88-7062-914-7
prezzo: € 143,00  Io l’ho pagato solo  3,00 € alla tenda del mercatino a Capannelle a fianco l’ippodromo una domenica mattina di giugno del 2006.