Maniera_di_pensare_l’urbanistica

maniera_di_pensare_l'urbanistica.gifManiera di pensare l’urbanistica; Le Corbusier

Ho volutamente assegnato a questo libro la categoria “antropologia” perché ritengo che lo sviluppo sensato dell’espanzione edilizia sia diretta conseguenza di usanze e di “credo” che vengono da lontano e,  riportate in termini e pratiche civili, ma sempre dovrebbe vigere l’adattamento reciproco ambiente-uomo tale che, lo sviluppo non debba versare al mercato sfrenato.

<<Si direbbe che tutta la società, ebbra di movimento e di velocità, si sia messa senza accorgersene a girare su se stessa, come un aeroplano entrato in vite in un banco di nebbia sempre più fitta. Da una simile ebbrezza non si vien fuori che con la catastrofe, quando ci si schianta al suolo.>> dall’introduzione.

Nasce da qui probabilmente il progetto di Le Corbusier, di ripensare una geografia urbanistica che sia soluzione a un negativo spopolamento delle campagne verso la città, con conseguente nascita di una espansione edilizia spesso disordinata.
Le Corbusier in questo lavoro, delinea e sottolinea l’importanza di considerare l’uomo come parte integrante dell’ambiente, in quanto se l’uomo cambia, cambierà in sinergia anche l’ambiente in cui esso vive. In una società macchinistica, veloce e moderna, la natura che ci circonda matura adattamenti all’uomo, nel senso che è l’uomo che adatta la natura al quotidiano produttivo. E se queste dinamiche non sono ben valutate si rischia appunto “l’aereo” che si avvita precipitando.
Un passo che mi è piaciuto particolarmente della “filosofia” di Le Corbusier, a proposito delle colpe di chi, ha dato “l’arte” della costruzione al mercato e  ha conseguentemente sradicato il ruralismo, uccidendo la sacralità della casa intesa come dimora, come tempio in cui si sogna, in cui si venera l’antenato e si esalta il valore della famiglia. La pietra e l’anima. Che lo si voglia o no, è la base del nostro vivere, ancestralmente anche il nomade primitivo faceva ritorno alla “caverna” davanti al fuoco evocatore e vivificatore. Raymond Christoflour diceva che nell’arte doveva esserci saggezza più che conoscenza.
Questo libro inoltre, contiene schizzi e disegni di soluzioni di piani urbanistici, destinazioni di suoli in base alla geografia e alle produttività del sito, dove ammiccare su quei simbolini pieni di significato.

Editore; Laterza
pagine; 200
ISBN; solo un codice CL 20-0062-8
prezzo; 1.800 lire, avuto in casa da sempre mi sembra, nn ricordo come l’ebbi, e questo volume ormai ingiallito e qualche pagina scollata, dona un olfatto di vecchio che è proprio di ottimi scritti.

Popolazioni Attive

Popolazioni Attive.gifPopolazioni attive; Pierre George

Uno studio che analizza in relazione allo spazio geografico, le forme di applicazione di attività di lavoro anche, al di fuori del lavoro inteso come comune accezione, e cioè: relativamente alla produzione di un bene o servizio. Questa attività extra produttiva, all’apparenza, è imprescindibile dalla produttività, anzi, è parte integrante come conseguenza e come fatto scatenante della produzione stessa.
[…] …non si può separare lo studio del lavoro dai consuntivi e dalle previsioni demografiche. La geografia del lavoro consiste, in buona parte, in un inventario dell’occupazione e sottoccupazione, della forza lavoro potenziale, rappresentata dalle strutture della popolazione, in una data congiuntura delle tecniche e dell’organizzazione economica e sociale; e presuppone la conoscenza particolareggiata della popolazione attiva e della popolazione suscettibile di essere attiva.
[…] …L'”attività” , nel senso concreto della parola, non è sempre lavoro. E’ una parte delle ocupazioni inerenti all’organizzazione pre-lavoro. E una parte delle occupazioni inerenti all’organizzazione della vita sociale e materiale entra in concorrenza con il lavoro e sottrae forza lavoro, se del lavoro si accetta la definizione, generalmente ammessa, di un fattore, cioè, diretto o indiretto di produzione. E’ il caso in particolare, delle occupazioni domestiche, sia che si tratti delle mansioni di una donna nelle società rurali tradizionali – per esempio della donna africana – sia di quelle delle stesse società industriali.[…]
 Il fulcro di questo lavoro di Pierre George; in che modo l’ambiente circostante e delimitato è conseguenza delle attività che si svolgono in questo territorio geografico?
I dettagli di discussione sono importanti allo stesso modo del tema trattato, non sembri una banalità, l’ampliamento di un parametro per capire appieno le conseguenze su cui è fondato questo studio di Pierre George.

Editore; Oscar Mondadori
pagine; 257
ISBN; 0007 1239
prezzo; 6.000 lire. Acquistato da un ambulante a Formia nel 1999, solo perché poteva sembrarmi nell’immediato un libro che trattasse di antropologia… e forse lo è. L’ho lessi con non poca difficoltà, a causa di una addentrata sociologia con termini più o meno per me astrusi, ma poi…

Boundaries and Belief

boundaries and belief.gifBoundaries and Belief; W. D. Hammond-Tooke
“The structure of a Sotho Worldview”
Human Sciences Research Council

Come non rimanere interessato all’antropologia? Di quella che studia i popoli spersi nell’Africa profonda e ne delinea una storia etnica e/o uno studio dettagliato di comunità ristrette che vivaddío danzano ancora al Sole o all’Acqua…
(noi che danziamo al cristianesimo o all’islamismo; stiamo denutrendo il pianeta)
Un volume in lingua inglese, ma per chi è avvezzo a questa branca di studio e non parla molto bene la lingua, assicuro una facile comprensione.
Questo studio, lo è in relazione al popolo Sotho, un gruppo etnico stanziale in  sud Lesotho Sudafrica, e, i Kgaga, del nord della nazione, queste etnie vengono oltre che descritte tanto nelle loro attività giornaliere o le tradizioni interne ai gruppi che sono stile di vita, (alla metodologia di Lévi-Strauss, Mary Douglas o Victor Turner) ma, tra l’altro, e questo mi sembra sottolineabile, le influenze del missionarismo cristiano che ne ha spostato le prospettive, che in oltre un secolo di missioni apostoliche senza dubbio ne hanno “deviato” le “continuità di trdizione” e modificato le iniziazioni.

[…] …Relatively little as been written on the subject, mainly because the two largest  Sotho plan of Bodika lodge.giflinguistic and cultural groups, the South Sotho and the Tswana, have been subjected to missionary influence for over a centuri and half, and much of their traditional belief system has been drastically modified. Certainly Schapera found little of traditional religion among the Tswana of the thirties and forties, Pauw’s Tlhaping were all at least nominal Christian, and Ashton and subsequent writers on Lesotho report a similar state of affairs. …

Bene, un volume che suscita curiosità culturale, un ingrediente di base per sfogliare e capire un libro.

Editore; WUP (Witwatersrand University Press) Johannesburg
pagine; 172
ISBN: 0 85494 659 4
prezzo; non c’è. Io l’ho avuto da un amico senegalese, conosciuto in una birreria di Marino. Non seppi mai il perché me lo lasciò, probabilmente me lo disse tra un bicchiere e l’altro… ma chi se lo ricorda?

Nuove vie dell’Antropologia

                                Leach.png Nuove vie dell’antropologia; Edmund R. Leach

I Batak (Filippine), i Kachin (Birmania sett.), Murngin (N.E. Australia) sono alcune delle etnie su cui Edmund Leach ha concentrato la stesura di questo libro. Nuove teorie per “ripensare” la ricerca antropologica.
Leach  per chiarificare alcune delle sue teorie relativamente ai rapporti di parentela e/o consanguineità tra rami genealogici si serve di un metodo algebrico che evidentemente “rende” bene una struttura familiare su cui verificare risultati possibili. I risultati, e /o le supposizioni vengono ad ogni modo confrontate con le conclusioni di Malinowski e Fortes per discernere possibili modelli generali tra i fattori peculiari di particolari etnografie.
dice Leach stesso: ” […] non ho la pretesa che le teorie più recenti costituiscano un tutto armonico con le mie prime concezioni, ma sussiste, credo, in tutti questi saggi una certa continuità di temi e di metodi. Quando furono scritti, tutti questi articoli costituirono indistintamente altrettanti tentativi di <<ripensare l’antropologia>>. […] Ho cercato di osservare i fatti noti alla luce di presupposti non ortodossi.”[…] Tra gli antropologi sociali, il costruire nuove teorie sulle rovine delle vecchie è una deformazione professionale.”


Insomma, una ricerca vera per rendere a questa branca di studio una luce diversa… “Avviene spesso che argomenti non convenzionali si rivelino sbagliati, ma essi possono avere ugualmente, a patto che favoriscano la discussione, un valore duraturo”

Editore: Il Saggiatore
pagine: 220
ISBN: 00123860
prezzo: 20.000 lire. acquistato a 4.000 lire nel 1981 in un negozietto di libri usati a una traversa di Via Appia a Roma, ricordo un signore con una sigaretta spenta in bocca che su uno sgabello un po sgangherato se la tolse e mi disse: <<buongiorno>> facendo un gestodi invito con la mano a entrare.