Kamasutra

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Kama Sutra; Vatsyayana Mallanga

Opera prima e …ultima (forse i Nyayasutra)

Sono andato a cercare in rete, e sembra che questo autore, vissuto tra il II e il IV secolo abbia lavorato solo su questa opera. Tra i più antichi testi erotici e di comportamento sessuale e divinatorio nell’arte di conquistare la donna o il compagno.

Con molto scetticismo, perché inevitabilmente inquinato dalla civiltà, presi a leggere questo libro, ormai una quindicina di anni fa, e con un approccio a dir poco blasfemo. Lo lasciai per riprenderlo dopo qualche anno e mi accorsi di un errore commesso, di non poco conto, quando si apre un libro su cui molti hanno parlato, riso, discusso, e pubblicizzato è lasciarsi “trasportare” dalle critiche generiche. Non era un testo erotico a priori, ma, un testo etico-filosofico-sociologico, dove nonostante fosse già stato criticato per una sorta di offesa alla morale del tempo, diveniva un’elevazione dello spirito in seno a un’arte, quella amatoria, che nasceva da un bisogno primario dell’umanità. Quindi non più un istinto ma un piacere fisico e morale.

Insomma; il Kamasutra non è “un manuale” per le coppie in cerca di soluzioni alla libido o differenziazioni di posizioni per ridere un po. In definitiva lo vedo come un approccio importante verso la cultura indiana, verso la cultura dei primi 300 anni d.c. E, in più ci si sente liberi di carpirne il senso filosofico e farlo proprio in quel poco possibile. Vatsyayana rispose alle critiche del temo mosse dai moralisti: << I piaceri, essendo necessari all’esistenza e al benessere corporei al pari del cibo, non sono meno dsiderabili di esso. Vanno praticati con moderazione e cautela. Nessuno si astiene dal cuocere del cibo, perché ci sono i mendicanti che ne chiedono, ne dal seminare perché ci sono i daini che brucano il grano una volta che sia cresciuto>>

Voglio riportare una breve descrizione di: “Del morso e dei mezzi di cui far ricorso con donne di vari paesi

I punti che si possono baciare sono anche quelli che si possono mordere, eccezion fatta per il labbrosuperiore, l’interno della bocca e degli occhi.  Denti di buona qualità hanno le seguenti caratteristiche: sono regolari, di piacevole lucentezza, si prestano a venire colorati, appaiono di giuste proporzioni, intatti e con i margini affilati.

Sono invece da considerarsi difettosi i denti smussi, con le gengive scalzate, ruvidi, molli, troppo grandi e disposti senz’ordine.

Ecco ora i diversi tipi di morso:

il morso nascosto;

il morso rigonfio;

il punto;

la linea di punti;

il corallo e il gioiello;

la linea di gioielli;

la nube interrotta;

il morso del cinghiale.”

Mi fermo qui perché altrimenti non ci si può fermare più fino alla fine del libro.

Se lo avete letto rileggetelo …  se non lo avete ancora letto rileggetelo

Editore: Oscar Mondadori

pagine;196

ISBN o nr ; 0017039-9

prezzo 6000 lire acquistato nel 1987, non ricordo più dove e nemmeno ne ricordo le motivazioni. Mi sembra banale che lo acquistai solo per le “posizioni amorose”, ero già grandicello, ma poi chissenefrega! Ora so contento di averlo e riaprirlo quando mi va con la mente di adesso. Ciao.

 

 

Buskashi’

 

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Buskashì; Gino Strada

 

Esplosivo!

Urlante!

Chirurgico!


Esplosivo perché le bombe americane cadono sui villaggi che ospitano quattro contadini e quattro capre. I fragori, le detonazioni sono assassine e violentano la pace, quella pace che gli alleati devono portare, esportare, imporre!

Quale miglio ossimoro per non contestare nulla ai livelli governativi.

Urlante perché il dolore si eleva dalla terra martoriata e suoi uomini. Tragedie di secondo o terzo piano per noi occidentali comodi sui sofà a guardare striminzite notizie da Kabul, ormai come Hiroshima. La strage continua ancora adesso che tu lettore stai leggendo! Urlano i bambini, le mucche, le donne, i fiumi, gli alberi, i cani, urla il popolo che non conosce serenità. Prima la Russia, poi le americhe.

Chirurgico perché una banda di santi cura e opera sotto le bombe, tra mille difficoltà. Burocratiche, di capi clan. Si salvano vite e si aggiustano bacini, gambe e braccia martoriate dalle mine antiuomo.


Questo libro apre una grande finestra sulle verità poco dette dai media. Gino Strada ci racconta un viaggio di avvicinamento a un campo ospedale attraversando peripezie assurde e inconcepibili.

[…] Raggiungemmo Baharak verso le otto.

Il viaggio è al buoi, le strade vuote, i negozi sprangati.C’è un’unica luce vicino alla rotonda principale: qui stanno una ventina di uomini a bere il té, a chiacchierare e mangiare pezzi di montone, attorno a una lampadina alimentata da un piccolo generatore…. dove dormire stanotte… “Il meglio disponibile è di accamparci nella clinica veterinaria, un km fuori dal paese”.

Due stanze dal pavimento lercio, costellato da siringhe usate, pezzi di carta, forbici rotte, e garze sporche di sangue. Ma si può fare. […]

Najib cerca di rintracciare con un satellitare un responsabile dei voli dell’Alleanza del Nord, il nostro amico Haji Ashraf. Vuole chiedere se domani possono mandare un elicottero a prelevarci.  Non sarebbe male, dopotutto siamo in viaggio da quasi dieci giorni… […]

Un viaggio, un’avventura di quelle non protette, di quelle che se và và! Se no si muore dimenticati nella sabbia di un paese senza futuro.

L’obiettivo è raggiungere Kabul, li c’è un ospedale che li aspetta.

Un racconto barra romanzo, dove i colpi di scena sono reali, e il batticuore è dato da pagina a pagina. Veramente.emergency.jpg


Da Leggere assolutamente!


Editore; Feltrinelli

pagine;180

ISBN; 88-07-81747-0

prezzo; 6,50 €  Acquistato presso una libreria di Milano nel 2005, una quinta edizione. Non avevo mai letto nulla prima di Gino Strada. Me ne dispiaccio e corro ai ripari.

 

 

 

 

Papà Goriot; Honoré de Balzac

balzac.jpgPapà Goriot

Amore filiale- misantropia-apparenze-coraggio

 In una Parigi sfrenata alla borghesia più bieca, alla decadenza culturale della morale e i barlumi di umanità che faticano a resistere davanti alle apparenze.
Dove l’onore (una parola a me disgustosa) è puro apparire, è il tappeto che nasconde l’immondizia.
Ricordo nei Giusti di
Albert Camus, il valore dell’onore. L’amletico:<< l’onore è un lusso di chi va in carrozza o l’ultimo bene del povero?>>

Papà Goriot ha due figlie, alle  quali sacrifica tutti i suoi averi e la propria anima di padre. Due figlie, Delphine e Anastasie lo amano per interesse, il cinismo di queste si eleva al suo massimo verso la fine del romanzo, quando in punto di morte non fanno in tempo a essere al suo capezzale, e solo in quel momento papà Goriot vuole giustizia per un Padre non rispettato, per un amore non restituito.
Dramma in uno stile narrativo fine secolo, mi ricorda quei romanzi alla rai diretti da Anton Giulio Maiano, lenti, in costume, bianco/nero, amore come melassa e odio come agrume di stagione.
La lettura è scorrevole, la scrittura molto fine ed elegante fa evincere la psicologia di tutti i personaggi sin dall’inzio in una pensione di ultima periferia, descritta in modo come la tana dei cinici, in cui una “mosca bianca” ; Monsieur Eugene de Rastignac resiste a tutto, anche alle tentazioni del “diavolo” Monsieur Vautrin questi non riesce a coercizzare per uccidere allo scopo di fare fortuna sfuggendo alla legge.
[…(Voutrin:)Oh! Conosco la vita io. Conosco i segreti di molta gente! Basta. Avrò un opinione incrollabile il giorno in cui incontrerò tre teste d’accordo sull’applicazione di un principio, ma dovrò attendere molto! Nei tribunali non si trovano tre giudici che siano dello stesso avviso su un articolo di  legge… […] Fra ciò che le propongo e ciò che farà un giorno, c’è soltanto un po di sangue in meno. Crede che esista qualcosa di stabile in questo mondo! Disprezzi gli uomini e cerchi le maglie attraverso cui si può sfuggire alla rete del codice. Il segreto delle grandi fortune senza causa apperente è un crimine dimenticato, perché eseguito a regola d’arte.[…]

Il titolo dell’opera è Papà Goriot, ma potrebbe essere “Cinisme”
Un libro da leggere senza aspettarsi colpi di scena eclatanti, ma viaggiare insieme alla sua trama con una calma e una leggera indifferenza verso la misantropia del protagonista.

Editore: Osca Mondadori
pagine: 320
ISBN: 978-88-04-48388-5
prezzo: coperto dall’letichetta del libraio, in quanto mia sorella Carla me lo ha regalato per il mio compleanno.   E’ andato via in pochi giorni e quando sono giunto alla fine mi è venuto in mente di continuare la storia, a causa, o grazie, alle ultime parole di Eugene Rastignac all’indirizzo di Parigi; <<A noi due adesso>> sono state stimolatrici per questa pazzia che non commetterò.