Diario del Ladro

Diario_del_Ladro_Jean_Genet.gifDiario del Ladro; Jean Genet

cinismo!
Era un pò che avrei voluto scrivere su questo bellissimo romanzo, ma avevo dei dubbi su come presentarlo, in quanto, è riuscito a colpirmi in modo speciale.
Ora, per leggere al meglio questa opera senza precedenti netti, bisognerebbe sapere dell’autore, non è necessario, ma indispensabile.
Jean Genet è a mio avviso il nuovo cinico, il nuovo rivoluzionario della cultura del novecento, lui soltanto è riuscito a mettere a nudo l’uomo nella sua meschinità e verità. Già, perché proprio lui parte da un’infanzia  degna dell’abbandono e della disperazione, intesa come: “è meglio non aspettarsi nulla dalla vita!” I furti, le galere e i servizi militari in luoghi lontani dalla civiltà, tra blatte e ignoranza; Siria e Marocco. Una omosessualità  ostentata e e accolta come evidenza della sua vita. Anche il ritorno nella sua Francia, che monca delle sue braccia, non poteva accogliere nessuno, fu un ritorno in galera, fu un ritorno tra i forzati che ai suoi occhi erano opere d’arte.
<<L’abito dei forzati è a righe bianche e rosa. Se l’universo, di cui mi compiaccio, io per comandamento del cuore lo elessi, la facoltà ho almeno di scoprirvi gli svariati sensi che voglio: ebbene, uno stretto rapporto esiste tra i fiori e gli ergastolani. La fragilità, la delicatezza dei primi sono della medesima natura della brutale insensibilità dei secondi. Ch’io abbia da raffigurare un forzato – o un criminale – sempre lo coprirò di tanti e tanti fiori ch’esso scomparendovi sotto, ne diventerà un altro gigantesco, nuovo. Vòlto a cio che viene chiamato il male, per amore ho perseguito un’avventura che mi ridusse in carcere. Anche se non sempre belli, gli uomini votati al male possiedono le virtù virili.  Di loro volontà, o grazie a una scelta per loro operata da un qualche infortunio, si inabissano lucidi senza querimonie in un elemento di riprovazione, ignominioso, simile  a quello in cui l’amore, quand’è profondo, precipita gli esseri. I giochi erotici rivelano un mondo innminabile che il linguaggio notturno degli amanti rende palese. Un tale linguaggio non si scrive. Lo si sussurra di notte in un orecchio, con voce arrochita. All’lba, lo si dimentica. Negando le virtù del Vostro mondo, i criminali disperatamente acconsentono a organizzare un universo proibito. Accettano di viverci. V’è un’aria nauseabonda: riescono a respirarla. Ma – i criminali sono remoti da voi – come nell’amore essi si isolano e mi isolano dalla società e dalle sue leggi …>>
Mi piacerebbe continuare, già questa prima pagina restituisce una poesia narrativa nuova, un fiore all’interno di un crogiuolo di infamia.
Mi sorprende una scrittura cosí, mi porta con sé in labirinti o strade perse, che non avranno bisogno di uscite. E, ogni volta che apro queste pagine mi perdo nuovamente in visioni lontane su l’uomo che non ha bisogno di regole, di rispetti, se non una autoriverenza alla propria coscienza. E ancora, non mi interessa se parte di questo scritto sia fantasia interessata a ottenere una grazia (poi concessagli), ho letto tra le righe e oltre esse, parti di verità, ma questo non fa altro, per me, che avvalorarne il cinismo.
Non credo acquisterò altri libri di Jean Genet, non credo che vi troverò ciò che qui ho letto, o le emozioni, forse, per adesso, per questi anni mi basta cosí.

Editore; il Saggiatore
pagine; 254
ISBN; 88-428-1071-1
prezzo; 17.00 € Acquistato alla libreria Termini mentre attendevo il treno per Milano, un’ora di attesa davanti a un solo scaffale, quello che accoglieva le opere di Genet, che io ancora non conoscevo. Ricordo ne lessi una decina di pagine, tutte di fila, lo chiusi, lo girai, ne apprezzai l’indovinato colore e mi accorsi di non poter dimenticare quelle righe appena lette. Andai alla cassa, Il commesso, anche lui, lo girò tra le mani, ma per scansire il codice ISBN col laser.

Diario del Ladroultima modifica: 2009-07-07T12:03:00+00:00da maximored
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