Beckett

Samuel Beckett vita opere.gifBeckett vita, pensiero e testi; Luigi Ferrante

Il libro a cui sono più legato, forse il mio “primo libro”. Il testo che mi ha aperto l’orizzonte culturale, mi ha trasmesso il virus della cultura e ancora, quando ne risfoglio le pagine, provo qualcosa che è al di sopra del leggere, del consultare, come si fosse ormai creata un interattività. Lo riconosco, sapete, un dorso che distingui tra tanti, provai a cambiargli posto ma non serviva a niente, era sempre il primo allo sguardo. Può essere degenerante “amare” un libro? Si? Allora sono un degenerato! Ma questa è cosa mia. Passiamo a una piccola recensione.
Il volume sistematicamente riassume l’opera beckettiana, in modo accurato, anche se a mio avviso può essere soggetta anche ad altre sfumature di interpretazione. D’altronde le opere di Samuel Beckett non è che siano “immediate”, celano quello che io cerco in un’opera letteraria; il mistero, non inteso come simbolismo o ricerca dell’arcano, ma la via di mezzo tra il dogma e l’enigma spirituale. Ci si può trovare imbarcati in un assurdo gioco delle parti, può venir fuori in un opera beckettiana, l’interpretazione dell’io e non più dell’attore, dove il corpo e la gestualità perdono sincronia con gli scarni concetti espulsi dalla dall’io per mezzo della bocca. La negazione e l’affermazione si compenetrano, e hanno un unico risultato, non nel suo assunto, ma diviene una posizione fine a se stessa, una risposta.
Leggere Beckett è tuffarsi in una metafisica dove il tempo non ha presente né futro, ma forse un passato che è tutte e due le fasi cronologiche, i personaggi non hanno bisogno di una collocazione temporale, uno è l’io dell’altro.

<<Guardiamoci dai tranelli beckettiani:, dice Ferrante, ciò che era sofisticato, può diventare genuino, puro, per effetto di una rapida disintossicazione.[…] La struttura drammatica beckettiana è dissimmetrico-critica, fondata su misure variabili dello spazio, su trasposizioni del tempo: lo spazio e il tempo mutano correlativamente e i modelli quotidiani – ciò che è lontano, vicino, presente, pasato – si frantumano. […]
Per capire Beckett bisogna procedere al suo fianco, vedere quello che egli ci mostra, ascoltare ciò che dice, sapendo di essere in compagnia di una persona che nega, dissimula, giuoca, fa grandi inventari con piccole cose, recita con consapevole ironia
.>>

Non credo sia un libro per tutti i gusti, ce ne vuole uno in particolare, ci vuole una peculiarità intellettuale che ci predisponga a un viaggio nel caos delle origini.

Editore; Edizione Accademia
pagine; 251
ISBN; non c’era ancora
prezzo; 1000 lire! Questo libro è una edizione del 1972, avevo 16 anni quando mi capitò in mano questo volume, non ricordo come, ma ricordo il modo in cui mi coinvolse, il modo in cui mi toccò, poco a poco… “I chicchi si aggiungono ai chicchi a uno a uno, e un giorno, all’improvviso, c’è il mucchio, un piccolo mucchio, l’impossibile mucchio” scatenò la ricerca delle opere beckettiane, in video e in libro. Sono sicuro che ha influenzato il mio carattere e la mia posizione nei confronti della civiltà.

Beckettultima modifica: 2009-06-11T20:14:00+00:00da maximored
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