L’Uomo a una dimensione

marcuse herbert.gifL’Uomo a una Dimensione; Herbert Marcuse

Sozialforschung!
L’avvento della democrazia in una Europa uscita dal fascismo, poteva essere un successo sociale, ma nella sua attuaziaone e non nell’etimologia, celava un “blocco” uno stato di congelamento alla possibile evoluzione di una società che ineluttabilmente aveva diritto a miglioramenti politici, ad alternative proprio all’interno di questa.
La classe operaia, che era simbolo della lotta di classe,  era già nel 1970, secondo Marcuse, integrata in un sistema politico che non avrebbe lasciato spazio a evoluzioni e/o costruttività culturali. Il sistema mondo avviava definitavemente una differenziazione più ampia, non a livello politico locale, ma continentale.
Marcuse già sottolineava che l’emigrazione dei popoli, già sfruttati e poveri, verso l’occidente, era in atto e che poteva assumere proporzioni incontrollabili.
<<Il sostrato dei reietti e degli stranieri, degli sfruttai e dei perseguitati di altre razze e di altri colori, dei disoccuppati e degli inabili>>, volutamente emarginati dal processo di democrazia dell’opulenza dell’ocidente, oggi respinti, rifiutati e reinviati alla disperazione, quella disperazione che il cosidetto mondo industrializzato elargisce loro sottoforma di guerre e dittature organizzate.
Un altro aspetto importante e fondamentale di questo lavoro di Marcuse è l’indottrinamento attraverso i mezzi di comunicazione che permette il benessere solo unilateralmente… la creazione di bisogni falsi.
[…] I bisogni <<falsi>> sono quelli che vengono sovrimposti all’individuo da parte di interessi sociali particolari cui preme la sua repressione: sono i bisogni che perpetuano la fatica, l’aggressività, la miseria e l’ingiustizia. Può essere che l’individuo trovi estremo piacere nel soddisfarli, ma questa felicità non è una condizione che debba essere conservata e protetta se serve ad arrestare lo sviluppo della capacità ( sua e di altri)  di riconoscere la malattia dell’insieme e afferrare le possibilità che si offrono per curarla.  Il risultato è pertanto un’euforia nel mezzo dell’infelicità. La maggiorparte dei bisogni che oggi prevalgono, il bisogno di rilassarsi, di divertirsi, di comportarsi e di consumare in accordo con gli anninci pubblicitari, di amare e odiare ciò che altri amano e odiano, appartengono a questa categoria di falsi bisogni.

Non me la sento di andare oltre, per non creare fraintendimenti alla interpretazione a volte non facile di alcune pagine. Un libro che va “riletto” sempre, con astrazione e senso di critica onesta intellettualmente.

Editore: Einaudi
pagine: 260
ISBN: 88-06-15254-8
prezzo: € 15.50 L’ho voluto acquistare dopo aver approcciato “Dialettica dell’Illuminismo” di Adorno, libro con cui mi “batto” difendendomi con coscienza. Libro di cui parlarne solo dopo averlo digerito bene… Io, ancora sto masticando.

 

L’Uomo a una dimensioneultima modifica: 2009-05-25T10:08:40+00:00da maximored
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