La Città del Sole

tommaso campanella.gifLa Città del Sole; Tommaso Campanella

Utopia e platonismo!

L’ipotetica Città è la speranza dal carcere dell’inquisizione, che brucia a destra e a manca cacchio!
Già verso la fine del sedicesimo secolo Tommaso Campanella, viene accusato di eresia a causa della sua venerazione per Bernardino Telesio e viene imprigionato per alcuni anni. Nel 1594 viene di nuovo imprigionato, ah santuffizio! e torturato. Poi processato e spedito in un convento in Calabria con l’intimazione di restarci. Ma l’evolversi degli eventi, le incursioni turche, il rincoglionimento popolare a causa di superstizioni e credenze demoniache, gli sale nel sangue l’istinto rivoluzionario e organizza una rivolta, ma viene tradito e reimprigionato dalla Santa Inquisizione (santa è?!) e torturato con accanimento divino. Si farà passare per pazzo ed evitare la pena di morte in cambio dell’ergastolo. Fino al 1626 anno in cui verrà liberato per intercessione e per aver parlato bene dei suoi aguzzini, ma, poi, a Roma viene di nuovo imprigionato (e che cavolo!) difese Galileo Galilei… Vabè scappa e si rifugia a Parigi in un convento  e li ammirato e stimato muore nel 1639, sarà impossibile imprigionarlo ancora!
 Ma parliamo della Città del Sole, ho aperto con Utopia e platonismo in quanto mi ricorda “la Repubblica”, potete inorridire ma non me ne frega.
Un opera, La città del Sole, scritta in Italiano e poi tradotta in lingua latina, riconduce a un ideale di società priva di rivalità dovute alla proprietà privata, un unica nazione retta da una monarchia che rispetti la religione e il prossimo.
[…] gli Stati e i governi hanno solo una funzione utilitaristica; chi davvero ha una finalità propria è il potere spirituale
Il libro si sviluppa in un dialogo che si svolge fra un Ospitalario, ossia un Cavaliere dell’Ordine degli Ospitalieri di San Giovanni in Gerusalemme, e un Genovese, ammiraglio al seguito di Cristoforo Colombo. Un cenno:
Cavaliere – Dunque nella Città del Solenon c’è amicizia, le persone non si fanno  piaceri le une con le altre.
Genovese – Tutto il contrario: c’è grandissima amicizia ed è bello vedere che non possono farsi doni perché hanno tutto in comune. Gli ufficiali controllano con cura che tutto sia distribuito equamente e non manca mai niente a nessuno.  Gli amici si riconoscono in guerra e nella malattia, oppure negli studi, quando si aiutano e si erudiscono a vicenda.[…] e permettono a tutti di vivere in fratellanza.
Ospitaliere – E come?
Genovese – Per ognuna dell virtù che conosciamo c’è un ufficiale: ce nè uno che si chiama “Liberalità”, uno “Magnanimita”, uno “Castità”
ecc

Secondo me Tommaso Campanella non ha vissuto la Città del Sole come un’utopia ma come cosa realizzabile, in quanto lui ci ha provato e si adoperato attivamente, almeno!

Editore: Demetra s.r.l.
pagine: 95 con testo volgare a fronte.
ISBN: 88-440-1882-5
prezzo: 7000 lire. acquistato volutamente in libreria sotto casa e dopo averlo letto l’ho posizionato a fianco de L’elogio della pazzia di Erasmo. Ci sta bene.

La Città del Soleultima modifica: 2009-05-20T14:04:00+00:00da maximored
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