Branchie

branchie.pngBranchie; Niccolò Ammaniti
Un racconto che certamente si avvicina pericolosamente a una favola già scritta percorrendo  con uno stile direi un pò punk e/o Tarantiniano, l’avventura di un ragazzo, Marco Donati, malato terminale e ittiofilo-francescano. Sviluppa da una quasi normale quotidianità a un viaggio in India dove si ritrova in un mondo onirico (dico io) partendo da un comune panino con lo stracchino drogato. Era partito in fondo solo per costruire l’acquario più grande di Delhi… ma chi glielo ha ordinato non c’è o non esiste… […]

Suono al citofono. Aspetto a lungo.
Finalmente. -Chi è?
-Salve, sono Marco Donati.
-Che cosa vuole?
-Sono il tecnico degli acquari. devo costruire l’acquario più grande di Delhi.
-E allora?
-Mi può aprire per favore?
-Non abbiamo bisogno di nessun acquario […]
Varie vicissitudini più o meno possibili condurranno Marco al “Castello” dove l’immaginazione fuori dagli schemi di Ammaniti prende vivacità.
Un libro che risulta un ottima lettura estiva sotto un Olmo in un largo prato dove tenere anche d’occhio il proprio cane che scorazza e scurezza!

Editore; Einaudi Tascabili
pagine; 185
ISBN; 88-06-14354-9
prezzo; o 15.000 lire o 7 euro e 15. L’ho avuto in regalo da Massimino mio amico e cognato da quando ho sposato sua sorella.

Boniface VIII en procès

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Boniface VIII en Proces; Jean Coste.

Venerdì 3 maggio 1297, Stefano Colonna, il rappresentante laico più in vista della potente famiglia di Palestrina e nipote del Cardinal Giacomo Colonna e fratello del Cardinal Pietro, in un agguato sulla Via Appia a pochi chilometri da Roma si impossessa illegalmente di una importante soma di denaro che la famiglia del Papa Caetani ordinò di spostare da Anagni a Roma. Il Papa Caetani, Bonifacio ottavo, rinviò, il giorno successivo un viaggio a Orvieto e fece pervenire un mandato di comparizione ai due Cardinali Colonna.
con questo testo:
Vobis reverendo patri domino Petro, Sancti Eustachii diacono cardinali, ego Iohannes de Penestre, camere domini pape clericus, de ipsius domini speciali mandato facto mihi per eum oraculo vive vocis, mando in virtute obediente, sub pena privationis cardinalatus, ut hodie die sabbati, de sero, coram eo in  presentia fratrum dominorum cardinalium, quos ipso sero vocari mandavit, presentialiter comparere debeatis, audituri quid sibi plaquerit dicere et mandare, quod vult scire si papa est.”


Questa ultima frase pronunciata più di settecento anni fà mi manda in estasi culturale…
  “Sono forse io il Papa?” Frase soggetta a diversi tipi di interpretazione; <<Chi comanda qui?>> oppure; <<Sono io il padrone a casa mia?>> o ancora e più intrigante vuole sottolineare che i due cardinali avevano loro stessi, contribuito alla sua elezione due anni e mezzo prima e ormai il papa era lui. Ma fu il 10 maggio 1297 che i due Pietro e Giacomo Colonna denunciarono fermamente l’illegittimità delle elezioni papali, e da questo periodo pre-estivo che nacque una guerra prima legale che poi sarebbe sfociata alle armi. Un librone di interesse eccezionale per chi ama sprofondare nei meandri legali ecclesiastici e tortuosi di settecento anni fà. Dettagliatissimo di note e riferimenti.

Editore: L’ERMA di Bretschneider
pagine: 967 (!)
ISBN: 88-7062-914-7
prezzo: € 143,00  Io l’ho pagato solo  3,00 € alla tenda del mercatino a Capannelle a fianco l’ippodromo una domenica mattina di giugno del 2006.

 

 

Il Vecchio chel eggeva …

il vecchio che leggeva romanzi d'amore.pngLuis Sepúlveda; Il Vecchio che Leggeva Romanzi d’Amore
A zero metri dalla Foresta Amazzonica equadoriana, Antonio José Bolívar vive isolato, solo una foto della moglie in un capanno o comunque abitazione, e qualche libro che imparò a leggere e poi ricominciare. Il rapporto con gli Indios Shuar,col tempo si era fatto accettabile, lui non era un grigos che sfruttava le risorse naturali senza guardare a nient’altro che al profitto.
Ma la natura per mezzo di un Tigrillos a cui era stata uccisa la prole per le pelli, si vuole vendicare e toccherà proprio al protagonista, cercarla nella foresta…

<<“Scrutando sotto grandi foglie di banano selvatico trovò le orme dell’animale. Erano zampe grandi, quasi come un pugno di un uomo adulto, e accanto alle impronte trovò altri particolari rivelatori della condotta della femmina. L’animale non cacciava. Steli troncati lungo le orme contraddicevano lo stile di caccia di qualsiasi felino: la femmina muoveva la coda, frenetica fino alla noncuranza, eccitata dalle vicinanza delle vittime. No, non cacciava. Si muoveva con la sicurezza dichi sa di trovarsi davanti a specie meno dotate.”>>


Durante la lettura vi assicuro che farete fatica a respirare, quanto è afosa e umida la foresta e cercherete uno straccio di straccio per asciugarvi inutilmente dalla pioggia continua, non smette mai!
Va letto come un romanzo e immaginato come un film come ha fatto il regista olandese De Heer (lui però avrebbe potuto far meglio)

Editore: Le fenici
pagine: 133
ISBN: 88-8246-395-8
prezzo: € 6,50, acquistato alla Libreria Termini prima di un viaggio per Monaco di Baviera nel 2002 (?), trangugiato senza nemmeno bere un po d’acqua, ricordo di aver pensato ad alta voce:<<Già finito?>>

Alla Ricerca dell’Uno

alla ricerca dell'uno.pngAlla Ricerca dell’Uno; Robert P. Crease e Charles C. Mann
Uno dei primi libri letti inerenti la fisica delle particelle. Un trattato, un romanzo avvincente e una divulgazione scorrevolissima attraverso nomi della scienza che ci hanno cambiato le prospettive del microcosmo. Sulla quarta di copertina si legge di Abdul Salam, Nobel per la fisica 1979, dir. dell’Istituto di fisica teorica di Trieste: <<Nessun libro mi è stato più utile per capire il modo di lavorare e di pensare dei miei grandi predecessori che crearono la fisica delle particelle, dei miei contemporanei e dei miei amici.>>
Un libro che ho necessariamente ripreso più volte, (non ho lauree in fisica. E nemmeno in altre discipline), mi ha accompagnato prima a capire l’importanza del cercare ua strada da parte dei fisici, per la unificazione delle forze in natura, le GUT, acronimo di Teorie GrandUnificate. E poi il significato concettuale di questa conquista così lontana e così vicina (non è poesia ma la vedo così). Insomma, più di 500 pagine, che a tappe temporali ci regalano momenti appartenuti a scienziati come Bohr, Rutheford, Heisenberg, Plank ecc. Ogni tanto, non troppo astruse, alcune formule piene di simboli che incredibilmente racchiudono concetti matematici ampi, fino a una splendida e scorrevole ipotesi dell’inizio del tempo e la nascita dell’universo.
Un libro assolutamente da avere se un po siamo curiosi di fantasticare con razionalità sulle origini del tutto.

Editore: A. Mondadori
pagine: 588
ISBN: 880430564-9
prezzo: tagliato l’angolino che lo riportava.  me lo hanno regalato almeno nel 1988-1990

Elogio della Fuga

elogio_della_fuga.png

Correcta 08-02-2010

Elogio della fuga; Henri Laborit
Mai prima avevo letto dell’amore, come chimica organica, e mai lo avrei letto da un filosofo che va a studiare cause scatenanti di un sentimento che per mia convinzione mi riconduce all’astratto piuttosto che alla biochimica. Ma poi so che Henri Laborit era un filosofo barra biologo del comportamento umano, e chi meglio di lui avrebbe potuto darci significati così… così… bivalenti! Non solo, l’autore va a parare oltre la Libertà e ci sottolinea che la mancanza di libertà vuol dire assenza di responsabilità […] crollo delle gerarchie. A sto punto mi viene in mente Bakunin che al contrario ci dice : che la libertà c’è solo in assenza di uno stato. Bè punti di vista…
Per tornare al libro, in quarta di copertina leggiamo l’esempio scatenante della teoria; <<Quando non può più lottare contro il vento e il mare per seguire la sua rotta, il veliero ha due possibilità: l’andatura di cappa che lo fa andare alla deriva, e la fuga davanti alla tempesta con il mare in poppa e un minimo di tela. La fuga è spesso,quando si è lontani dalla costa, il solo modo di salvare barca e d equipaggio. E in più permette di scoprire  rive sconosciute che spuntano all’orizzonte delle acque tornate calme.>> Una teoria della fuga che è un ritorno alle proprie radici ci dice.


Dovrò rileggerlo, non è immediato.

Editore: Mondadori
pagine: 190
ISBN: 88-04-33547-5
prezzo:€ 7,40  acquistato alla libreria di Via Appia a Roma nel 2006, non conoscevo l’autore, ma il titolo mi aveva rammentato Erasmo da Rotterdam… no?

Patagonia Express

patagonia_express.pngPatagonia Express  di Luis Sepulveda.
Quando prendo in mano un libro di Sepulveda non posso non pensare a un’America Latina selvaggia e piena di vita, di calore umidissimo e asfissiante.
Questo libro mi ricorda anche molto Bruce Chatwin, non solo perché menzionato in un breve
accadimento, durato nove anni (!) di continue respinte dal consolato cileno ad Amburgo per tornare nel Chile, ma Sepulveda era sulla lista nera e Bruce Chatwin era già partito…
[…] “Quando arrivò l’agognato permesso per tornare nel sud del mondo, Bruce Chatwin
aveva già intrapreso un viaggio inevitabile, un lungo viaggio attraverso montagne e mari infiniti. […] Finalmente stanno chiamando i passeggeri. Andiamo, Bruce, dannato inglese che viaggerà da clandestino, nascosto tra le pagine della “Moleskine”. […]


Un diario di viaggio attraverso la Terra del fuoco, incontri con personaggi da leggenda e
appuntamenti col mondo fatto di oceano e fatto di montagne.
Senza dubbio un autore da avere a portata di lettura per staccare dalla solita insulsa civiltà moderna e evadere con tutto il coraggio del respiro. (uau!)

Editore: le Fenici
pagine:128 (compresa quella bianca prima della quarta di copertina)
ISBN: 88-7746-983-8
prezzi: 10.000 lre  5,16 € (la chiarezza prima dell’avvento della moneta europea) acquistato alla libreria Termini, Roma nel 2001 prima di partire per Monaco di Baviera, a Firenze l’avevo già mangiato!

Lazarillo de Tormes

lazarillo de tormes.pngLazarillo de Tormes; Anonimo.
Picari! Lazarillo de Tormes è un racconto in un libro spagnolo edito  nel 1554, sottoposto successivamente a processo inquisitorio, siamo agli inizi del 1600.
Avventure più o meno ciniche (nell’etimo), divertenti, alla faccia dei signori con la puzza sotto il naso. Questi punivano e sentenziavano senza mai però ottenere ripensamenti da parte di un ragazzo che avrebbe vissuto la vita in maniera oserei dire “viva”.
Al servizio di un cieco, di un prete o di un cavaliere sapeva burlarsi e pagarne le conseguenze come fosse l’ineluttabilità di una sfortuna attaccata ai suoi stracci.


[…]”Mi piace raccontare alla signoria vostra queste vicende puerili, per mostrare quanta virtù sia che sappiano gli uomini innalzarsi essendo in basso; e qual vergogna che di alti s’abbassino“[…]
Un libriccino da leggere tutto di un  fiato, garantito! Non c’è nulla da leggere tra le righe se non la propria pendenza a un umorismo medievale che scandalizzò la chiesa, figurarsi!
Edizione curata e diretta, penssate un pò dal grande Italo Calvino!

Editore: Einaudi
pagine: 80, compresi indici, frontespizi ecc
ISBN: nn
prezzo: riprezzato a 4000 lire
L’ho avuto nel 1976 da Salvatore, un mio carissimo amico, che se mi legge, lo saluto!

Dialettica dell’illuminismo

Dialetica dell'illuminismo.pngDialettica dell’illuminismo Max Horkheimer e Theodor W. Adorno.
Scritto durante l’ultima guerra mondiale (speriamo lo sia!), i due filosofi tedeschi tendono a chiarire e/o esporre un confronto tra l’Europa fascista e una società, quella statunitense, che li ospitò, asservita e prostrata al mercato dell’industria culturale. L’illuminismo che concettualmente implica libertà di futuro, potrebbe avere un “controvalore” e porsi come regresso, essere letto attraverso condizionamenti culturali al servizio di un mercato che asserve tutto ciò di cui ha bisogno per alimentarsi senza  autocritica.
[…]”Le sedi decorative delle grandi amministrazioni e delle esposizioni industriali non sono molto diverse nei paesi autoritari e negli altri. I palazzi monumentali, tersi come cristalli, che si vedono spuntare da tutte le parti, rappresentano la pura razionalità priva di senso dei grandi cartelli internazionali a cui tendeva già, a suo tempo,  la libera iniziativa abbandonata a se stessa, di cui restano le tracce nei tetri edifici circostanti – d’abitazione o d’affari – delle città desolate. Già le case più vecchie intorno ai centri di cemento armato hanno l’aria di slums, e i suoi bungalows ai margini delle città cantano già (come le fragili costruzioni delle fiere internazionali) le lodi del progresso tecnico, invitando a liquidarli, dopo un rapido uso, come scatole di conserva.” […]
Insomma l’illuminismo diviene una razionalità di comodo in una società che repelle, almeno sottoforma di principio, la barbarie del fascismo o del totalitarismo ma nasconde in se necessariamente, consunstanziale, la sottomissione degli individui a una barbarie di altre fattezze; mercato, industria culturale e opinione pubblica drogata.
Un libro da non da leggere soltanto, ma riflessione per una cultura individuale. Almeno provarci. Un libro senza dubbio difficile e non scorrevole, di quei che a pagina letta sei libero di tornare indietro di due!

Editore: Einaudi
pagine: 275
ISBN: 88-06-14353-0
prezzo: € 22.00 acquistato alla libreria sotto casa “Il segnalibro” che però ha chiuso.

La Nausea

la nausea.pngLa Nausea Jean Paul Sartre. L’esistenzialismo! L’accorgere alla coscienza della propria esistenza. Ad Antoine Roquetin verrebbe da vomitare a causa dell’insulsaggine o dell’esistenza degli oggetti, la realtà è depressione e il lavoro non lo entusiasma più, il suo trasferimento da Parigi a Bouville è stato fino a quei momenti inutile e peggiorativo. Non gli rimane che interrompere il libro che aveva tentato di concludere e iniziare ad annotare tutti i suoi stati d’animo e da qui rendersi conto che l’arte è il mezzo di giustificazione dell’esistenza.
Certo tra queste poche righe metteteci per favore lo stile di scrittura sartriano.
[…] “Nelle mie mani ad esempio, c’è un qualcosa di nuovo, una certa maniera di prendere la pipa o la forchetta. Oppure è la forchetta che adesso ha un certo modo di farsi prendere, non so. Or ora, entrando in camera mia, mi sono fermato di colpo sentendomi nella mano un oggetto freddo che attirava la mia attenzione con una specie di personalità. Ho aperto la mano e ho guardato: tenevo semplicemente la maniglia della porta.[…]
D’altronde uno scrittore barra filosofo, già prigioniero nella seconda mondiale dei tedeschi, poi riuscito a scappare, poi fondatore del Rassemblement Democratique Révolutionnaire più a sinistra che il PCF, uno scrittore barra filosofo che insignito del premio Nobel, Ha! Lo rifiuta, bè certamente ha poco di un comune letterato scrittore no? Un libro da avere sullo scaffale e tirarlo giù per leggerlo anche più di una volta a distanza sicura di almeno un anno.

Editore: Biblioteca di Repubblica
pagine:  223
EAN13: 9770390107900 + 31015
ISBN: 84-9789-011-6
prezzo: € 4,90 abbinato al quotidiano che io ho rifiutato perché tanto non li leggo altrimenti sarebbe costato 5,80!
E dice pure:” Il presente libro deve essere venduto esclusivamente in abbinamento al quotidiano La Repubblica. Tutti i diritti di copyright…ecc”
La stampa e legatura di sto libro l’hanno fatta fare in Spagna.

Il Piacere

il piacere.pngIL Piacere Gabriele d’Annunzio. Di certo il nostro sapeva come conquistare nell’animo un sensibile lettore, lo sapeva bene avvolgere in descrizioni di elevato e ispirato romanticismo.  Elena Muti, ottimamente paragonata a dei risultati pittorici della Diana del Correggio, quale colpo fendente nell’animo di una donna aristocratica  di fine ottocento? Andrea Sperelli l’uomo che avrebbe sempre visto oltre le apparenze di “spalle ignude”

[…] “Voi se non erro, – disse Andrea, involgendo lei del suo sguardo come d’una fiamma – dovete avere il corpo della Danae del Correggio. Lo sento, anzi, lo veggo, dalla forma delle vostre mani.
– Oh, Sperelli!
– Non imaginate voi dal fiore la intera figura della pianta? Voi siete, certo, come la figlia d’Acrisio, che riceve la nuvola d’oro, non quella della fiera di maggio, ohibò! Conoscete il quadro della Galleria Borghese?
– Lo conosco.
– Mi sono ingannato?
– Basta, Sperelli : vi prego.
– Perché?
Ella tacque
[…]

Un opera storica? hmm… non credo possa essere annoverata tra queste, ma, ad ogni modo un interessante excursus in un mondo aristocratico che non aveva in mente altro che se stesso. Letto nel ventunesimo secolo, in alcuni larghi punti ci fa sorridere, con coscienza e forse rispetto per chi come D’Annunzio certo non aveva chiaro in mente che l’Italia letteraria poteva anche essere proiettata nel futuro e avrebbe avuto bisogno di “nuovo”. D’altronde non ebbe successo un connubio col neo fondatore del futurismo Tommaso Marinetti, che già da Fiume apostrofò D’Annunzio e i suoi 2600 soldati  “disertori” (vedi “l’impresa fiumana”) Ma qui andiamo su altri lidi e non è il caso.
Da leggere in caso di nostalgie melassoidi.

Editore: Mondadori
pagine: 424
ISBN nn
prezzo 1800 lire acquistato in libreria a Livorno nel 1977